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Full text of "Bollettini ECN Milano"

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m ì I cn no 



c.s. icoNciìvnuo 

Modem 02 2840243 - Tel/Fox 02 261 40287 

Via Isoncavcilio 22 - 20131 MILANO 


INDICE DEI CONTENUTI 


1 

RADIO_1 .ZIP 

(12/04/92) 

2 

PL92.TXT 

(12/04/92) 

3 

RM92041 1 .ASC 

(11 /04/ 92) 

4 

KURDI.SIT 

(10/04/92) 

5 

RM920410.1 AS 

(10/04/92) 

6 

RM920410.ZIP 

(10/04/92) 

7 

CAPPROC.TXT 

(09 / 04 / 92) 

8 

SE920409.TXT 

(09 / 04 / 92) 

9 

FI20408A.TXT 

(08 / 04 / 92) 

10 

FI20407A.TXT 

(07 / 04 / 92) 

11 

FI20406C.TXT 

(06 / 04 / 92) 

12 

FI20407.ZIP 

(07 / 04 / 92) 

13 

FI20406A.TXT 

(06 / 04 / 92) 

14 

FI20403A.TXT 

(03 / 04 / 92) 

15 

RM920409.ASC 

(09 / 04 / 92) 

16 

OUTHOP2.TXT 

(09 / 04 / 92) 

17 

RM920408.ASC 

(08 / 04 / 92) 

18 

B020408.ASC 

(08 / 04 / 92) 

19 

AREZZO.TXT 

(07 / 04 / 92) 

20 

VEMERCA.TXT 

(07 / 04 / 92) 

21 

IMMIG.DOC 

(06 / 04 / 92) 

22 

RM920406.ASC 

(06 / 04 / 92) 

23 

RM920402.AS1 

(06 / 04 / 92) 

24 

6APR.TXT 

(06 / 04 / 92) 

25 

KOSSIGA.TXT 

(12/04/92) 

26 

UNIVER.2 

(12/04/92) 


PER UNA RADIO DI MOVIMENTO 
A MILANO 

MI PARCO LAMBRO 1992 
Coord. di lotta per la casRoma 
sit-in consolato turco VE 
convocazione 
manifestazione 25 aprile 
iniziativa antifascista 
ai castelli romani 
processo all'occupazione 
P.Cappello 

ULTIME NOVITÀ 1 A SEREGNO 

Ancora provocazioni 

al CSA LA JUNGLA 

Sulle elezioni 

Assolti i compagni 

al processo dell'ENEA 

Sentenza processo 

per lo sgombero Via Di Mezzo 

Serata di solidarietà' 

al CSA EXEMERSON 

I Verdi in Val D'Elsa 

repressione contro i lavoratori 

del mercatino 

resoconto assemblea 4\4 

disco contro razzismo 

presidio antifascista 

contro corteo nazi. 

meeting CSA a Bologna 

comunicato per gruppi 

Arezzo Wave 

assemblea a Venezia 

sulla proposta 

di aprire un mercatino 

messaggi Radio/attivi2 

sul razzismo da R. Sherwood 

anniversario dell'assassinio 

di Mario Salvi 

processo ai compagni 

di radio occupazione 

MI 6/4/92 Contestazione 

Convegno Padroni 

da parma 

manifestaz.antifasc.1 7/4 
parma università' 



1 File : RADIO 1. ZIP 


PER UNA RADIO DI MOVIMENTO A MILANO 

Nel settembre 1991 , nel corso dei tre giorni di festa 
e di lotta del PARCOL4MBRO di Milano, una pic- 
colissima radiosorgente si è accesa per la durata 
dell'iniziativa. Un fatto puramente simbolico, un 
debolissimo segnale lanciato in un etere che la 
legge Mammì ha consegnato ai grandi monopoli 
pubblici e privati. 

Una radio pirata, si disse allora, proprio in virtù di 
quella legge che da circa un anno già allora impe- 
diva, e ancora impedisce, l'emissione di nuovi se- 
gnali radio e televisivi. 

Diciamo oggi che quel fatto simbolico è maturato 
fino a raggiungere il limite di un possibile fatto 
concreto; discutiamo in sostanza di aprire una ra- 
dio illegale aN'interno dello spazio oggi precaria- 
mente occupato dal C.S. Leoncavallo. Parliamo di 
radio illegale e non semplicemente di radio pirata 
nè tantomeno clandestina, nella coscienza di 
compiere un atto pubblico, risaputo, lucidamente 
costruito, con tutte le responsabilità penali del 
caso, all'interno di una battaglia contro la legge 
Mammì, contro il monopolio dell'informazione, 
contro quella forma di censura strisciante e al 
tempo stesso potente meccanismo politico-eco- 
nomico che ha trasformato radio e televisioni co- 
siddette private, in compagnie commerciali dedite 
allo sfruttamento e alla manipolazione della merce 
informazione e spettacolo. 

Battaglia che, per fortuna, non inizia nè si esauri- 
sce con questo progetto; una miriade di fogli e vo- 
lantini, una rinnovata capacità editoriale, le reti in- 
formatiche, testimoniano il senso quotidiano di uno 
sforzo comunicativo attraverso e nonostante le 
maglie di una legge liberticida. 

Ben sappiamo quanto sia mutato il quadro da 
quegli anni 70 che videro le radio private nascere 
e riprodursi, nelle molteplici differenze, entro un 
quadro di effettiva socializzazione, di comunica- 
zione alternativa, di rottura dell'allora monopolio 
RAI. 

Molti di noi hanno attraversato quelle radio fatte di 
pochi mezzi e soldi, usufruendo di frequenze che 
oggi occupano radio commerciali e che valgono 
centinaia di milioni. La legge del 6 agosto 1990 di " 
disciplina del sistema radiotelevisivo pubblico e 
privato" ha in realtà regolamentato lo sfruttamento 
commerciale dell'etere e sbarrato al tempo stesso 
la strada a quei soggetti collettivi, fuori dalla di- 
mensione puramente economica, fuori dalle lobby 


politico-editoriali di cui la legge è mediazione ed 
espressione, che vorrebbero esercitare un legittimo 
diritto di parola e di controinformazione. 

Che la costituzione della Repubblica sia carta 
straccia o meglio, carta soggetta ai mutevoli rap- 
porti di forza tra le classi sociali, è cosa a noi nota 
da tempo immemorabile; per chi, magari di simpa- 
tia rifondazionista o peggio pidiessina, nutrisse 
ancora qualche dubbio, è consigliabile la lettura dei 
primi due paragrafi dell'articolo 21 della Costitu- 
zione sopracitata ove, enunciati i fondamentali 
principi sulla libertà di parola, scritto ecc, e sui 
mezzi relativi ad esplicarla, si rimanda in realtà alla 
legge sulla stampa del 1948 e alla famigerata 
legge dell'agosto 1990 sulle emissioni radiotelevi- 
sive. Ma d'altro canto proprio l'ex PCI fu partecipe 
della spartizione della RAI e pienamente inserito 
nello scontro per il possesso dei grandi gruppi 
editoriali; ovvero molto più attento, come d'altronde 
oggi i sinistri democratici, a ritagliarsi fette di potere 
piuttosto che ai principi. 

Questo per dire una cosa semplice: Samarcanda 
non deve ingannare: non vi sono alleanze possibili 
se non con chi è nella nostra stessa condizione di 
esclusione e di forzata riduzione al silenzio. 

La scelta dell'illegalità è obbligata, occorre violare 
la legge per dare parola alla vita reale e ai suoi 
linguaggi, ai movimenti sociali e alla loro capacità 
di sovvertire e trasformare l'esistente. 

Solo la forza collettiva di questo movimento fuori e 
contro lo stato e le istituzioni può tentare di rom- 
pere il cerchio nel quale un trascinante vento di 
destra vorrebbe costringere i soggetti antagonisti. Il 
dubbio è lecito ma al contempo la verifica è dove- 
rosa: la debolezza del soggetto storico proletariato, 
e in particolare di quella frazione che è oggi in 
esso il movimento antagonista, decreterebbe la 
chiusura di questa esperienza di comunica- 
zione/altra: è comunque un'esperienza preziosa 
per chi, e noi siamo tra questi, affronta gli anni '90 
remando controcorrente. 

Nella democrazia blindata che ci ha accompagnato 
in questi anni abbiamo visto molto: tralasciando il 
resto e il peggio, sullo specifico, non sarebbe la 
prima radio rossa chiusa manu militari, magari 
ancor prima di trasmettere. Che il nemico di classe 
venga avanti anche su questo terreno, che si mo- 
stri con chiarezza a noi e a quanti si battono, sui 
posti di lavoro, nel territorio, nelle scuole per tra- 
sformare l'esistente. 

Il PARCOLAiMBRO 1992, contro la destra sociale, 
è alle porte; la battaglia per il diritto ad esistere dei 



centri sociali occupati, che pure non è mai cessata, 
è vicina ad aprirsi con ampiezza estrema.... 

Il nostro gioco, come sempre, è a carte scoperte. 

CENTRO SOCIALE LEONC AVALLO 
COORDINAMENTO REGIONALE ANTAGONISTA 
DELLA LOMBARDIA 


2 File : PL92.TXT 


Milano 11 aprile 1992 

PARCO LAMBRO 1992 
sul tema 

"NUOVA DESTRA SOCIALE E PERCORSI DI LI- 
BERAZIONE" 

SI SVOLGERÀ' DAL 2 AL 5 LUGLIO. 

NEL NODO ECN DI MILANO (TEL. 02 2840243) E' 
STATA APERTA UN'AREA FILES "PARCO LAM- 
BRO 1992" DOVE VERRANO MESSI TUTTI I 
CONTRIBUTI AL DIBATTITO, LE INFORMAZIONI 
UTILI E QUANT'ALTRO. 

COORDINAMENTO REGIONALE ANTAGONISTA 
DELLA LOMBARDIA 


3 File : RM920411. ASC 


Roma 11 \ 4\1992 

ECN ROMA DA: COORDINAMENTO CITTADINO 
DI LOTTA PER LA CASA. 

(Case popolari mai piu') 

Lavoratori, donne, pensionati e giovani di belle 
speranze. Nel febbraio scorso, insieme alla Finan- 
ziaria (=mangiatoia di Stato), il Parlamento ha ap- 
provato la prima parte della cosiddetta "RIFORMA 
DELL'AFFITTO", ovvero la resa dei conti nei con- 
fronti di chi abita negli alloggi popolari. 

Questa legge mette in vendita 1.000.000 di case 
popolari (100.000 solo qui a Roma), le piu' vecchie 
per interderci, quelle di 30, 40 o 50 anni fa, su qui 
non e' stato fatto nessun serio lavoro di manuten- 
zione, i cosiddetti "rami secchi" alla modica cifra 
media di 1.300.000 lire al Mq. (un vero regalo!). 
Quindi con l'intento di "svecchiare" il patrimonio 
I.A.C.P., e di realizzare "modesti" guadagni di circa 
120.000.000 di lire per appartamento! Come'? 1/3 
subito, il resto con mutuo decennale (600-700 mila 


lire al mese), previo il pagamento di qualsiasi tipo 
di morosità' precedente!!! 

E CHI NON COMPRA? IN MOBILITA' FORZATA!! 
MA NON BASTA!! 

Aspettando che venga formato il nuovo governo e 
si metta in cantiere questa gigantesca rapina, 
l'I.A.C.P. sta inviando, da un po' di tempo, centi- 
naia di lettere a famiglie subentrate ai legittimi as- 
segnatari, in qui si chiede il rilascio degli apparta- 
menti "SFRATTO", nonostante queste famiglie 
abbiano fatto regolare richieste di voltura e stiano 
pagando un canone maggiorato. 

Questo proprio per sgomberare gli appartamenti in 
cui "deportare" coloro che non compreranno casa 
popolare!! 

IL SECONDO PASSO SARA': 
la completa liberalizzazione del mercato dell'affitto 
e soprattutto l'introduzione dell'equo canone at- 
tuale come affitto da pagare per casa popolare, 
cioè 1 triplicare gli affitti odierni. Questo e' ciò' che ci 
aspetta entro la fine di questo anno e l'inizio del 
prossimo. 

Si vuole decretare la morte degli alloggi di edilizia 
popolare pubblica nonché' delle case con affitto 
accessibile alla massa dei lavoratori. Dobbiamo 
organizzarci subito in comitati di lotta degli inquilini 
contro questo progetto per non far sgomberare 
nessuno, per la sanatoria totale delle occupazioni 
e l'assegnazione della casa a tutti coloro in pos- 
sesso dei titoli richiesti, contro la truffa delle ven- 
dite e dell'aumento degli affitti. 


4 File : KURDI.SIT 


MOBILITIAMOCI CONTRO IL GENOCIDIO DEI 
KURDI IN TURCHIA! 


Dal 21 marzo si sta consumando ad opera del 
governo della Turchia l'ennesimo criminale mas- 
sacro ai danni della popolazione kurda. 

A Sirnak,Cizre, Van, Nusaybin, Hakkari, Yuk- 
sekosa l'esercito turco ha sparato contro la popo- 
lazione scesa nelle piazze per protestare in occa- 
sione della ricorrenza del Capodanno Kurdo pro- 
vocando CENTINAIA DI MORTI. 

Questo massacro sta ancora continuando in molti 
villaggi del Kurdistan turco, dove vengono usate 
micidiali come il napalm e il gas nervino. 



Tutto questo avviene nel piu' totale silenzio da 
parte deli' ONU, del governo italiano e di tutti i 
governi occidentali, abituati da sempre ad usare 
eslusivamente il metro del proprio tornacono eco- 
nomico e politico nel valutare qualsiasi evento: I' 
anno scorso hanno usato strumentalmente la 
questione Kurda per legittimare una guerra che ha 
portato non certo " liberta' " ma nuovi lutti e mag- 
gior miseria ai Kurdi come al popolo iracheno, 
mentre il dittatore Hussein e' stato reintegrato nel 
suo ruolo tradizionale di cane da guardia contro chi 
osa ribellarsi in quel paese. 

Oggi, ad un anno di distanza, lo stesso tornaconto 
economico e politico viene ottenuto col silenzio sul 
massacro dei Kurdi in Turchia, col sostegno e il 
foraggiamento militare al regime fascista ( ma al- 
leato fedele ...) che governa in Turchia, con le 
minacce di guerra questa volta contro la Libia, 
guarda caso un altro paese esportatore di petrolio! 

All' interno del nuovo ordine mondiale non c'e' piu' 
alcuno spazio per l'autodeterminazione dei popoli: i 
diritti di 25 milioni di Kurdi, di milioni di Palestinesi, 
Baschi, nord-irlandesi sono incompatibili con gli 
interessi dei padroni del mondo ( USA in testa, Ita- 
lia in ottima posizione!! ) 

ROMPIAMO NOI IL SILENZIO SUL MASSACRO 
SISTEMATICO DEI KURDI IN TURCHIA, PER- 
CHE' NON LO ROMPERANNO I MEDIA, NE' L' 
ONU, NE' I GOVERNI, NE' I PADRONI! 

OGGI SABATO 1 1 APRILE PORTIAMO LA NO- 
STRA PROTESTA DAVANTI LA SEDE DEL 
CONSOLATO ONORARIO TURCO IN CALLE 
LARGA XXII MARZO. 

c.i.p. castello 2951 
C.S.A. MORION 


5 File : RM92041 0.1 AS 


ROMA 10/4/92 

(25 aprile lotta di classe) 

L' anniversario del 25 aprile cade in un momento 
molto delicato della nostra società'. 

La decadenza del conflitto e la mancanza di una 
forte opposizione sociale ai disegni euro- 
peo/mondiali di ristrutturazione e privatizzazione 
del' intera economia, di espropriazione immobiliare 
di gran parte del territorio nazionale, di riorganiz- 
zazione partito/istituzionale in chiave neo-autorita- 
ria, comportano una pesante quotidiana difficolta' 


delle masse proletarie costrette a subire rinunce, 
sacrifici, tagli di ogni genere. 

Dalle fabbriche alle Università', nella società', si 
avverte il malessere e il disagio nel contrastare I' 
ondata conservatrice di cui il test elettorale e' un 
chiaro segnale. 

Riappaiono i vessilli e le canaglie nazifascisti su- 
scitati dalla sconfitta storica dei regimi dell' Est, ma 
anche prodotto maturo dell' immoralità' della so- 
cietà' dei consumi basata sull'egemonia del mer- 
cato capitalistico. 

Rispuntano razzismo e xenofobia che mietono 
anche un certo consenso popolare dovuto all' 
esasperazione della situazione sociale che fa in- 
travedere la minaccia rappresentata dalle notevoli 
migrazioni frutto dell' indigenza e dell' oppressione 
con cui I' imperialismo mantiene due terzi dell' 
umanità'. 

In qualità' di piccola ma tangibile opposizione an- 
tagonista facciamo appello a tutte le forze disponi- 
bili a dare nuovo impulso alla lotta di classe, affin- 
ché' il tempo che ci separa dal 25 aprile sia utiliz- 
zato per la piu' ampia sensibilizzazione e azione 
diretta sul territorio, nei posti di lavoro, nelle scuole 
e nelle Università', per giungere insieme a tutte le 
generazioni antifasciste a realizzare una forte e 
tensiva manifestazione il 25 aprile lungo il sensibile 
percorso che va da Porta S. Paolo alla lapide di 
Giorgiana Masi. 

Precederà' questa importante iniziativa I' assem- 
blea cittadina all' Università' blindata dal fantoccio 
forcaiolo Tecce, il 23 aprile. 

CSOA BREAK OUT 

SPAZIOKAMINO 

CORTOCIRCUITO 

ASKATASUNA 

LAURENTINO OKKUPATO 

RICOMINCIO DAL FARO 

VIA DEI VOLSCI-32 

COMITATI AUTONOMI OPERAI 

COORDINAMENTO ANTIFASCISTA CASTELLI 

ROMANI 

RADIO OCCUPAZIONE 
RADIO ONDA ROSSA 

Per adesioni telefonare a Radio Onda Rossa 



6 File : RM920410.ZIP 


Roma 10 \ 4 \ 1992 

ECN ROMA DA: COORDINAMENTO ANTIFA- 
SCISTA CASTELLI ROMANI. 

(Nessuno spazio mai ai fascisti ai razzisti) 

I fascisti sono stati utili a stato e padroni negli anni 
delle stragi e di Gladio, per tentare di condizionare 
e disperdere o movimenti operaio e studentesco 
forti in quel periodo. 

Oggi le ideologie di destra, fascisti e razzisti, ser- 
vono a stato e padroni per deviare gli obiettivi del 
conflitto sociale, a finche 1 insoddisfazione ed ag- 
gressività' siano scaricate su immigrati e diversi, 
come testimoniano gli attacchi a extracomunitari, 
zingari e giovani dei centri sociali, perche' possa 
aumentare ancor piu' sotto missione, paura, con- 
trollo. 

La società' autoritaria e' già' quella che viviamo; 
nelle scuole, sul lavoro, in famiglia, nelle strade. 

Riprendiamoci la lotta, I' autonomia, la cultura e la 
comunicazione collettiva, spazi autogestiti di 
socialità' e decisione! 

Fuori i fascisti ed i razzisti dalle scuole, dalle 
piazze, dai nostri territori! 

SABATO 2 MAGGIO A FRASCATI MANIFESTA- 
ZIONE ANTIFASCISTA. 


7 File : CAPPROC.TXT 


9 APRILE 1992 PROCESSO ALL' OCCUPA- 
ZIONE DI PALAZZO CAPPELLO ! 

Nel luglio del 1990, dopo un mese di occupazione 
veniva sgomberato Palazzo Cappello con l'inter- 
vento di decine di poliziotti e carabinieri. 

Sei fogli di via, un giovane malmenato e portato in 
manette al commissariato, dieci denunce furono il 
bilancio di quella operazione repressiva. 

ORA, A QUASI DUE ANNI DI DISTANZA SI CE- 
LEBRA IL PROCESSO PER OCCUPAZIONE 
CON DIECI IMPUTATI IN RELAZIONE Al FATTI 
DI QUELLA GIORNATA. 

L'esperienza di Palazzo Cappello ha riproposto 
con forza l'esigenza di spazi sociali in città. La 


prosecuzione di quell'esperienza è il Morion, quasi 
due anni di iniziative culturali, ludiche e di lotta, 
coinvolgenti centinaia di persone stanno a testi- 
moniare quanto radicata sia la voglia di autogesti- 
reiluoghi e i tempi della nostra vita. 

Lo sgombero di quel luglio 90 è stato il vano tenta- 
tivo da parte delle istituzioni di bloccare un pro- 
cesso in crescita ed inarrestabile. 

La concessione del Morion da parte del Comune 
ha avuto anche il significato di un riconoscimento 
implicito di questo bisogno e di una realta' che non 
si piega con la repressione. 

Quasi due anni di esperienza autogestita ha signi- 
ficato per ia citta' momenti di socialità' nuova, di- 
battiti, crescita collettiva, presenza puntuale sui 
problemi della citta' (ricordiamo il blocco degli 
sfratti, I' occupazione delle case, Cam e vai altro, 
etc...). 

Questo processo ha ora il sapore di una vergo- 
gnosa rappresaglia contro tutto questo percorso 
collettivo che noi orgogliosamenmte rivendichiamo 
per intero e dimostra quanto idiota e miope sia I' 
atteggiamento di chi pensa di risolvere le contrad- 
dizioni sociali con denunce, manganelli e processi. 

LE LOTTE NON SI PROCESSANO 
OCCUPARE E' GIUSTO E NECESSARIO 
10 100 1000 SPAZI AUTOGESTITI 

Venezia, 8 Aprile 1992 
cip Castello 2951 

CENTRO SOCIALE AUTOGESTITO MORION 


8 File : SE920409.TXT 


SABATO 11 APRILE 1992 GIORNATA DI MOBI- 
LITAZIONE!!!! 

il C.S.A. SINTESI SOCIALE di Seregno indice una 
giornata di mobilitazione generale, con volanti- 
naggi a tappeto, presidio in Piazza Italia e sensibi- 
lizzazione sul problema della causa imminente che 
inizierà' il giorno 23 Aprile 1992. 

MERCOLEDÌ' 22 APRILE 1992 
ASSEMBLEA PUBBLICA in Saia XXIV Maggio 
1992 ore 21,30 circa per informare l'opionione 
pubblica della situazione del Centro in vista della 
causa del 23 Aprile 1992. 



Si prevedono scintille, cazzotti e "palate" tra il 
C.S.A. e l'Amministrazione (le parti avverse!). 

Da non perdere!!! Meglio del catch!! 

GIOVEDÌ' 23 APRILE 1992 
Presidio davanti al Tribunale di Monza dalle ore 
8,30 in contemporanea alla prima udienza. Vi 
aspettiamo numerosi e compatti!!! Solidarietà' ai 
compagni della Brianza! 


9 File : FI20408A.TXT 


FIRENZE, 8/4/92 

DOPO I METRONOTTE INIZIA LA DIGOS A 
FARE LE SOLITE BRAVATE NEI CONFRONTI 
DELLA JUNGLA RIOCCUPATA 

Si e' scomodato il gran capo in persona della di- 
gos, il vice questore Vincenzo Indolfi, insieme ad 
altri 9 loschi e brutti figuri con cui si accompagna 
quotidianamente, domenica pomeriggio in via 
Panciatichi. 

Pistole alla mano sono entrati dentro il centro di 
controinformazione, hanno identificato una decina 
di persone e con il solito atteggiamento da “cosa 
nostra" hanno intimato un veloce abbandono della 
area. 

Finita l'incursione i 10 "coraggiosissimi" tutori 
dell'ordine sono ritornate nel loro triste covo. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 


10 File : FI20407A.TXT 


FIRENZE, 7/4/92 
ELEZIONI E STANGATE 

E' finalmente finita l'orgia di farneticazioni, rileva- 
zioni statistiche, dissipazione di denaro pubblico 
che va sotto il nome di elezioni. Quello che do- 
vrebbe costituire il rito sacro del sistema democra- 
tico, e che e' invece la sanzione dell'espropriazione 
a contare e decidere della popolazione, vede 
spendere centinaia di milioni (a candidato) per farsi 
eleggere: soldi che gli eletti ben presto, sottoforma 
di tangenti, appalti, commesse, appannaggi, si ri- 
metteranno nelle loro tasche. 

Un buon 20% d'italiani ha la dignità' di astenersi da 
questa eucarestia partitica: il 14 non presentan- 
dosi, il 6% usando la matita copiativa per maledire i 
simboli stampati nella lista. 


E' il primo dato da ricordare poiché' e' un dato che 
mai viene detto, riferendosi i dati solo a chi vota 
(tecnicamente l'80% degli elettori viene trasformato 
nel 100%). 

Da ieri pomeriggio abbiamo subito l'horror della 
diretta, l'inevitabile apoteosi di una campagna 
elettorale svoltasi come mai sulle reti RAI e Finin— 
vest. Chi dubitava sulla continuità' del quadro poli- 
tico post elettorale ha avuto una prima smentita: 
anche questa volta tutti hanno vinto e chi non lo ha 
fatto (De, Pds) ha subito un "parziale ridimensio- 
namento". Il Parlamento eletto sembra corrispon- 
dere alle pseranze del picconatore Kossiga, che 
non ha perso tempo e si e 1 già 1 nominato Com- 
missario di Crisi. 

L'apparente ingovernabilità' apre la strada ad una 
maggioranza consociativa che può' contare sulla 
destra lombarda per varare la riforma presidenziale 
e sul PDS per varare la riforma elettorale, 
introducendo il bonus maggioritario. 

Sta di fatto che la Lega Lombarda e' stata l'utike 
ruota di scorta del sistema dei partiti per assorbire 
il calo di consenso, si e' nutrita del produttivismo 
che per decenni il vecchio Pei ed i sindacati hanno 
seminato nella classe e della paura di un calo del 
benessere; che, sempre la Lega, l'Italia e' spaccata 
elettoralmente in due fermandosi l'affermazione 
leghista all'Emilia-Romagna; che l'ex Pei ha perso 
molto meno di ogni previsione, autorizzando una 
nuova ondata di critiche per l'affossatore Ochetto 
che, a partito unito poteva tentare il sorpasso alia 
DC ferita; che il Psi, secondo partito al Sud come 
indicavano le preferenze delle cosche, e' il partito 
della Mafia vincente, quella che liquida i palazzinari 
e punta a convertire i proventi del narcotraffico alla 
borsa di Milano; che nessun alibi' resta a chi, a 
sinistra, sostiene la fattibilità' della battaglia 
istituzionale: ora i numeri ce li hanno, vedremo se 
questo, ancora una volta, non li esaurirà' in una 
sterile guerricciola di regolamenti e pressioni che 
pretende poi di ricorrere alla piazza ed alla 
battaglia sociale quando gli sono state chiuse in 
faccia tutte le porte delia mediazione; i Verdi hanno 
raccolto ciò' che hanno seminato e, a differenza 
dei francesi che almeno parlano di riduzione 
dell'orario di lavoro, sono stati puniti per la loro 
omologazione alle regole dello stato dei partiti; che 
i fascisti restano sulle loro posizioni nonostante le 
casse di risonanza loro offerte dalle TV e da 
Kossiga e l'impunita' garantita dalle Questure ai 
pestaggi dei naziskin. 

In controtendenza sul dato nazionale il voto in 
Toscana dove l'erosione dei voti dell'ex Pei si e' li- 
mitata al 3.9%. 



PDS 30.8 
DC 22.7 
PSi 12.8 
R.C. 10.4 
MSI 4.8 
PRI 4.7 
Verd 3.1 
LEGA 2.9 

Oltre a queste osservazioni c'e' un dato certo che 
squarcia tutte le cazzate dette dai partiti: al di la' 
delle vaneggiate formule e dei nuovi equilibri il 
programma di governabilità' e' il programma chia- 
ramente indicato dalla Confindustria in questi mesi 
(e fatto proprio da De, Psi, Psdi, Pri, Pii, Msi, 
Lombardi, Pds): blocco dei salari e della contratta- 
zione; ultima e definitiva picconata alla contin- 
genza; via libera ad ogni forma di lavoro nero; sca- 
rico dei costi di produzione delle Imprese sulla 
spesa pubblica; ulteriore penalizzazione fiscale del 
lavoro dipendente; sacrifici per gli strati sociali piu' 
deboli, senza casa, disoccupati... 

A questa piattaforma politica, che si accompagna a 
nuove leggi liberticide sul terreno dei diritti sociali 
ed individuali, alla fomentazione di nuovi razzismi 
per meglio irregimentare l'immigrazione extraco- 
munitaria, ad una politica imperialista verso il Ma- 
ghreb sostenuta da spese militari e 
dall'allestimento di Forze d'intervento rapido in una 
Nato che si candida a ruolo di gendarme imperiale; 
a questo progetto di governabilità', e non ad altri, 
deve rispondere chi di sinistra lo e' nei fatti, lot- 
tando, giorno per giorno, luogo per luogo, per una 
società 1 di eguali, senza razzismi, senza frontiere, 
senza padroni e galere. 

Questo il ruolo decisivo che spetta fin da subito ai 
movimenti di lotta, alle realta' autorganizzate ed 
autogestite che, nella pratica sociale, e non nella 
predicazione politica, devono disegnare un futuro 
diverso. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 


1 1 File : FI20406C.TXT 


FIRENZE, 6/4/92 

LORENZO, ANTONIETTA, DARIO ASSOLTI 

E' stata depositata la sentenza della Terza Corte 
di Cassazione della Corte di Appello di Roma 
composta dai magistrati Rossi, Infelisi, Lacatena 
nella quale gii imputati Lorenzo, Antonietta, Dario 
vengono assolti per non aver commesso il fatto. Il 


reato contestatogli era quello della 
"DIFFAMAZIONE" a mezzo stampa per un ciclo- 
stilato distribuito durante le lotte antinucleari 
all'indomani dell'incidente di Chernobyill e nel 
quale si definiva l'ENEA (L'ente nucleare italiano) 
una vera e propria banda di CRIMINALI. 

La denuncia parti' dall'attuale presidente dell' 
ENEA Umberto Colombo che fu difeso, come parte 
civile, dallo STATO stesso. Nel processo di primo 
grado Lorenzo e Antonietta furono condannati a 
una pesante multa (pari a circa tre milioni) e il 
primo pure a due mesi, mentre Dario Paccino, di- 
rettore della rivista Rosso Vivo fu assolto. 

In appello la sentenza e' stata rovesciata e i 
compagni scagionati. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 


12 File : FI20407.ZIP 


FIRENZE, 6/4/92 

DOMANI, MARTEDÌ' 7 APRILE PROCESSO A 13 
COMPAGNI 

Saranno esaminati in udienza preliminare domani, 
13 compagni del movimento antagonista accusati 
di avere difeso le occupazioni di casa nel quadri- 
latero il 16 di aprile del 1991. Una sporca mattina 
dove la polizia consumo' con inaudita violenza la 
pratica dello sgombero occupando militarmente per 
oltre 24 ore l'intero quartiere di Snta Croce. Do- 
mani si consuma l'ultimo atto di questa farsa. In un 
comunicato il Movimento di Lotta per la Casa 
chiede l'immediato proscioglimento di tutti e tredici 
i compagni e chiede la messa in stato di accusa 
degli speculatori che hanno "governato" la vicenda 
del quadrilatero dal 1979 ad oggi. 

IL MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA 
CHIAMA AD UNA MOBILITAZIONE CONSE- 
GUENTE INVITANDO TUTTI A PARTECIPARE 
AD UN SITMN SOTTO IL TRIBUNALE IN PIAZZA 
SAN FIRENZE. 


FIRENZE, 7/4/92 

COMUNICATO STAMPA DEL MOVIMENTO DI 
LOTTA PER LA CASA 

Si e 1 celebrato stamani il primo atto del processo 
contro 14 compagni accusati di blocco stradale per 
i fatti del 16 aprile 1991, quando un ingente schie- 



ramento di polizia e carabinieri cinse d'assedio, 
nottetempo, l'intero quartiere di Santa Croce. 

Tale manovra, e le successive cariche che provo- 
carono diversi feriti, furono originate dalla deci- 
sione del cattolicissimo Assessore de alla casa, 
Tiscar, di far sgomberare quattro appartamenti 
occupati da famiglie e senza casa. Gli apparta- 
menti in questione, di proprietà' comunale, erano 
sfitti da quindici anni e, e' bene ricordarlo, SONO 
TUTTORA VUOTI. Da 15 anni si sono succedute 
numerose speculazioni su tutto il Quadrilatero: 
nessun amministratore ha mai pagato ! 

Dopo lo sgombero, le botte, le denunce stamani la 
Magistratura ha completato l'opera: rinviati a giu- 
dizio per “blocco stradale" 11 compagni, condan- 
nato a due mesi, per resistenza ed oltraggio, un 
compagno. In sostanza si e' voluto tenere in piedi 
un processo, che la Questura ha voluto militariz- 
zare condizionando il giudice per l'udienza preli- 
minare. La sporcizia della decisione e' confermata 
dalla data del rinvio a giudizio il 2 luglio 1993. 

Come Movimento di lotta per la casa riaffermiamo 
che la responsabilità' dei fatti e' in primo luogo di 
Tiscar e dell'intera Giunta Comunale; in secondo 
luogo delle forze di polizia che hanno scatenato le 
cariche contro una folla colpevole solamente di 
sostenere il diritto alla casa. 

Ribadiamo inoltre che tutte le occupazioni attual- 
mente in corso hanno diritto ad uno sbocco che da 
tempo indichiamo: la definitiva assegnazione della 
casa. Parimenti ammoniamo chi credesse di farsi 
forte di questo confuso clima post elettorale per 
dare il via a nuovi sgomberi che gli occupanti ed i 
senza casa non hanno affatto abbassato la guar- 
dia. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 


13 File : FI20406A.TXT 


FIRENZE, 6/4/92 

GRANDE SERATA DI SOLIDARIETÀ' AL CSA 
EX EMERSON 

Un universo di colori diversi, oltre mille persone 
hanno partecipato alla serata "Possee" sabato 
sera al CSA EX EMERSON, la serata organizzata 
congiuntamente dal Centro di Comunicazione An- 
tagonista, dal Movimento per la Casa, e dal csa 
Emerson in solidarietà' con i tredici compagni che 
saranno processati martedì' 7 aprile per avere di- 


feso le occupazioni di case nel quadrilatero. La 
presenza di numerose bande RAP venute da tutta 
Italia per discutere la possibilità' di una produzione 
autogestita di un disco contro il razzismo e' stato 
l'elemento caratterizzante della serata stessa. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 


14 File : FI20403A.TXT 


EMPOLI, 3/4/92 

NOTIZIE DALLA VAL D’ELSA 

Il verde Cinquini, su un articolo apparso sulla Na- 
zione di oggi, da un bell'esempio di come e' 
"paraculo" nelle risposte date al giornalista che lo 
intervistava afferma di aver trasferito all'interno del 
palazzo i consensi avuti dalla popolazioneche 
senza i verdi non avrbbero mai potuto rifletteresul 
problema del parco.; quando e' risaputo che l'unica 
forza che ha coinvolto la gente in questa lotta e' il 
comitato popolare contro la cementificazione del 
parco che con la praticadell'azione diretta ha por- 
tato la protesta proprio sul luogo del misfatto. Da 
notare che secondo Cinquini non e' prioritario il 
teatro ma altri lavori di urbanistica come la risiste- 
mazione del centro storico di Pontorme. La solita 
storia sfrattare le famiglie che vi abitano da sempre 
e ristrutturare tutto facendo appartamenti di lusso 
pronti per la speculazione. Il Cinquini fa l'architetto 
e ciò' fa pensare un po'. 

AGENZIA DI COMUNICAZIONE ANTAGONISTA 


15 File : RM920409.ASC 


Roma, 9 aprile 92 

UNA PICCOLA STORIA IGNOBILE 

Oggi 9/4/92 si e 1 perpetrata l'ennesima azione re- 
pressiva nei confronti dei lavoratori del mercatino 
artigianale antistante la facolta' di lettere e filosofia 
dell'università' di Roma, La Sapienza. 

Un gruppo di agenti in borghese verso le 10,15 
con fare prepotente e del tutto sproporzionato 
all'abituale convivenza civile strattonava e seque- 
strava la merce dei lavoratori, causando cosi' un 
clima di panico e terrore. 

VERGOGNA! 



Il rettore, il preside Paratore, i "branchi di lupi" in 
borghese devono rispondere davanti a tutti di 
queste provocazioni che guarda caso avvengono 
subito dopo la farsa elettorale. 

Inoltre nella tarda mattinata il preside cercava di 
impedire agli studenti e ai lavoratori di riunirsi in 
assemblea dentro un'aula (vedi chiusura dell'aula 
6) per decidere il prosieguo della mobilitazione. 

Invitiamo tutti gli studenti e i compagni ad essere 
partecipi e a vigilare sulla continuazione della di- 
fesa dei piu' elementari diritti umani come il lavoro 
e la libera espressione. 

Alcuni compagni e studenti presenti la mattina del 
9/4/1992 


16 File : OUTHOP2.TXT 


DAL PUNK AL RAP 

DALL' AUTOPRODUZIONE ALLA COOPERA- 
ZIONE 

L' incontro del 4\4\1992 all' Ex-Emerson di Fi- 
renze, pur essendo limitato dal punto di vista delle 
presenze mancavano infatti molte delle posse 
presenti a Radio Sherwood il 7\3, soprattutto del 
centro-sud e provocando di conseguenza attimi di 
panico nei presenti, oltre al solito ritardo nell' ini- 
ziare la discussione, ha portato a definire ulterior- 
mente lil progetto del disco contro il razzismo, per il 
diritto alla diversità' e alle liberta'. 

In primo luogo si e' decisa I' apertura di quest' area 
in ECN, come possibilità' di continuare a discutere 
senza dovere necessariamente accumulare kilo- 
metri di auto, treno od altro. Inoltre ia contiguità' 
con le altre aree di rete, consente la contamina- 
zione e la diffusione a macchia d' olio del dibattito; 
non solo sul disco, ma, piu' in generale, sul circuito 
di cooperazione che interessa trasversalmente 
posse, gruppi musicali, radio, librerie, tipografìe, 
centri di distribuzione, cooperative editoriali, centri 
video, ...insomma tutti gli "agglomerati" multime- 
diali di saperi e tecnologie antagonisti. 

Per quanto riguarda direttamente la "questione 
disco" e' stato subito rilanciato il prossimo incontro, 
che verrà' comunque confermato, per domenica 
3\5\1992 alle ore 14 al Leoncavallo a Milano. 

Le ipotesi scaturite per la realizzazione dei brani 
sono: 


-un' unica base per tutti i gruppi, su cui ognuno 
elabora il proprio pezzo (per capirci come Baghdad 
1. 9.9.1.) 

-ogni gruppo elabora il proprio pezzo 

-i brani sono prodotti da collaborazioni tra gruppi 

Alla fonte di queste proposte in realta' sta il fatto 
che ci sono una ventina tra posse e gruppi inte- 
ressati: questo potrebbe portare scazzi per la 
scelta dei brani da inserire. Scartata per eccesso di 
democraticismo l' ipotesi di far incidere i gruppi che 
non hanno mai avuto la possibilità' di farlo, non re- 
sta che il percorso piu 1 difficile, che consente co- 
munque di entrare direttamente in cooperazione: 
ed e 1 quello che tutti coloro che lavorano al pro- 
getto scelgano i pezzi piu' "rappresentativi" proprio 
in base a ciò' per cui il progetto si e' dato: la co- 
municazione il piu' ampia possibile di un se- 
gno\senso forte contro il razzismo in tutte le sue 
forme e per il diritto alle diversità' e alle li- 
berta'probabilmente questo e' anche terreno fertile 
per la "competitivita"' dichiarata di molti rappers e 
posse; a noi sembra piu' una questione di intelli- 
genza collettiva- 

C'e' oltretutto una questione che nessuno ha toc- 
cato, direttamente legata al segno\senso che tutto 
ciò' vuole avere, ed e' quella della copertina del 
disco, di cui potrebbero interessarsi i graffitisti. 

Dal punto di vista tecnologico si sono espresse 
due possibilità': la prima e' quella di riunire la mi- 
gliore strumentazione a disposizione del movi- 
mento (mixer, registratori, campionatore,...) in un' 
unica sede in un centro sociale e li’ registrare; 
uscire dunque dall' atmosfera asettica e iperpro- 
duttiva dello studio di registrazione, regno del 
"costo al minuto". La seconda, piu' vicina alle esi- 
genze dei gruppi che suonano con strumenti e che 
quindi necessitano di una maggiore qualità' di re- 
gistrazione, e' quella di utilizzare studi che sono 
già' a disposizione di situazioni interessate al pro- 
getto. 

Anche qua noi pensiamo che sia la capacita' col- 
lettiva di usare "ogni mezzo necessario" a preva- 
lere sulle questioni di principio. 

Alla base di tutto c'e' la convinzione da parte no- 
stra che esistano oggi nel movimento le capacita' e 
le possibilità' per uscire dal ghetto 
dell'autoproduzione che, se e 1 stata importante per 
tutta I' esperienza punk e, in generale, all' interno 
dei centri sociali, presenta già' da tempo tutti i suoi 
limiti: di linguaggio, e quindi di diffusione e di co- 
municazione di un senso alto\altro; e di possibilità', 
che sono anche quelle di produrre reddito per co- 



loro che vi immettono energie, saperi e, non ultimo, 
denaro. 

Il salto nella cooperazione tendenzialmente sepa- 
rata in realta' non e' tale; perche' si tratta di 
"mettere in rete” e quindi rivoltare all'esterno per- 
corsi in parte già' dati, che hanno spesso una loro 
propria storia, ma che soffrono proprio di essere 
rivoltati su se' stessi, in cerca di collocazioni e de- 
finizioni nuove che non si danno se non nel 
"sociale". Ed e' in questo sociale innervato dai ter- 
minali voraci ma non per questo capaci di digerire 
tutto del capitale cognitivo; dominato dalla cultura 
spettacolare che costruisce eventi per ridefinire I' 
immaginario e di conseguenza la stessa vita quo- 
tidiana; ritmato dal rap deila FIAT, ma anche di 
meno conosciute, ma non meno intraprendenti, 
etichette discografiche. E' in questo sociale ap- 
punto che si inserisce il pretesto\progetto del disco 
contro il razzismo: non e' un caso che proprio a 
Firenze e' tornata fuori piu' di una volta la que- 
stione della distribuzione: come fare a distribuire 
un prodotto che e' fondamentale esca dal circuito 
in tutti i sensi oggettivamente ristretto dei centri 
sociali, senza dover dipendere dalle uniche strut- 
ture, che sono quelle di mercato, che possono oggi 
garantire ciò'? O meglio, diciamo noi, e' at- 
tuale\attuabile una struttura di servizio di movi- 
mento che sappia sviluppare capacita' di penetra- 
zione nel sociale, senza dunque aver paura del 
mercato, partendo da quelle che sono le espres- 
sioni piu' potenti della creatività', della sensibilità', 
della cultura antagoniste? La musica e in partico- 
lare il rap sono sicuramente, e non a caso, fra 
queste. Non capiamo perche' dovremmo illuderci di 
potere tenercele per noi ( e a che scopo poi ), e 
perche' non dovremmo pensare di essere noi 
stessi a farle circolare e conoscere, magari non ri- 
mettendoci economicamente, come quasi sempre 
succede. 

Per finire questi appunti\spunti vogliamo riprendere 
Castro X: 

Quello che abbiamo e' quello che ci siamo presi, e 
quello che ci siamo presi e' solo una piccola parte 
di quello di cui abbiamo bisogno - 

saluti antagonisti 

cayennoutgestita 

radio sherwood per out hop 


17 File : RM920408.ASC 


NESSUNO SPAZIO, MAI, Al FASCISTI, Al RAZ- 
ZISTI ! 

Sabato 1 1 aprile si terra' a Roma I 1 ennesima sfi- 
lata fascista. 

Questa volta sara' Meridiano Zero, organizzazione 
nata da una delle ultime scissioni del MSI e che si 
e' subito distinta in quest' ultimi mesi per le ag- 
gressioni nei confronti soprattutto dei compagni, 
dei giovani dei centri sociali, ultima in ordine di 
tempo quella avvenuta nei confronti dei compagni 
del Centro Sociale "Laurentino okkupato", dove ci 
sono stati 4 feriti di cui uno grave. 

Non possiamo e non vogliamo piu' tollerare questi 
personaggi, si chiamino Meridiano Zero, Movi- 
mento politico o Movimento Sociale, comunque 
tutti ugualmente funzionali al sistema, di continuare 
indisturbati le loro ridicole sfilate. 

Il 28 ottobre scorso a Roma, il 1 novembre a Fra- 
scati, il movimento antagonista e antifascista ha 
saputo respingere con determinazione queste 
provocazioni. 

SABATO 11 APRILE INVITIAMO TUTTI I COM- 
PAGNI, GLI ANTIFASCISTI ( QUELLI VERI ), GLI 
ANTI RAZZISTI, I CENTRI SOCIALI E TUTTE LE 
STRUTTURE DI MOVIMENTO ALLA MOBILITA- 
ZIONE DI MASSA A PARTIRE DALLA MATTINA ! 

COORDINAMENTO ANTIFASCISTA DI ROMA E 
PROVINCIA 


18 File : B020408. ASC 


ASSEMBLEA DE! CENTRI SOCIALI OCCUPATI 
AUTOGESTITI 

Domenica 12 aprile 1992 alle ore 10.00 
(appuntamento c/o il Centro di Comunicazione 
Antagonista via Avesella 5a Bo) si terrà la seconda 
assemblea dei Centri Sociali, sull, eroina e le tossi- 
codipendenze con I, obiettivo di avviare una cam- 
pagna contro la legge Russo Jervolino e di ri- 
prendere le fila del dibattito tra i compagni inter- 
rotto all, indomani dell, approvazione della legge 
stessa. 


Tutte le situazioni ed i Centri Sociali sono invitati a 
dare la loro adesione via rete ECN al polo di Bo- 



logna o via fax al 051/6340692 rif. Sergio o Ro- 
sella. 

Centro di comunicazione Antagonista BO 

Studenti Utenti del 36 Bo 

C.S. PEDRO Padova 

C.S. Ex Emerson Firenze 

C.S. Leoncavallo Milano 

C.S. Morion Venezia 

C.S. Rivolta Marghera 

C.S. Murazzi Torino 

C.S. TNT Jesi 

Centro di Documentazione Antagonista Modena 
Centro di Comunicazione Antagonista Parma 

P.S. Chiunque abbia materiale video sulle iniziative 
legate alla visita dei due compagni indiani (Frank e 
Lew), compresi dibattiti li porti per domenica 12-4. 


19 File : AREZZO.TXT 


A tutti i gruppi di "Arezzo Wave 92" e non 
solo... 

Questo documento e' indirizzato a tutti quei quin- 
dici gruppi che appartengono alla rosa di Arezzo 
Wave, quindi selezionati per rientrare nel circuito 
dei locali Italiani che hanno aderito a questa inizia- 
tiva, e, nel contempo, e' rivolto a TUTTI I GRUPPI 
MUSICALI che operano in Italia. 

Lo spunto di riflessione nasce dall'ennesimo rag- 
giro (quanti se ne dovranno compiere ancora?) 
effettuato ai danni di una delle quindici band in 
questione, con la precisazione comunque che non 
vogliamo attaccare l'organizzazione di Arezzo 
Wave. 

Veniamo ai fatti. Il gruppo torinese dei Mao-Mao, 
dopo aver suonato nel locale milanese “Sorpasso", 
non e' stato retribuito come stabilito dal contratto 
proposto dalla stessa organizzazione di Arezzo 
Wave e sottoscritto dai gruppi e dagli stessi gestori 
dei locali. 

Troppo spesso i gruppi Italiani sono costretti ad 
avere a che fare con questi padrini della musica. 

Troppo spesso i gruppi vengono presi per la gola e 
in un certo senso vengono costretti a suonare in 
condizioni precarie, con paghe miserevoli, con un 
trattamento schifoso. 


Finche' non esisterà' un minimo di coordinamento 
tra i gruppi che ogni giorno vivono sulla pelle que- 
sto infame sfruttamento non ci sara' modo di in- 
terrompere questo circolo vizioso. 

Per questo proponiamo: 

Boicottiamo il "SORPASSO", esprimiamo solida- 
rietà' con il gruppo Mao Mao, non suoniamo in quel 
locale!!! 

Facciamo pressione sull'organizzazione affinché' 
escluda dal circuito il "Sorpasso" e tutti gli altri lo- 
cali con simili prerogative. 

Costruiamo una lista con i locali e con le altre si- 
tuazioni che mantengono un simile atteggiamento 
nei confronti dei gruppi musicali, boicottiamo quei 
locali e sputtaniamoli ovunque invitando la gente a 
non frequentarli. 

Questo sfruttamento da parte dei ricchi gestori dei 
locali sui gruppi musicali deve FINIRE. 

Lottiamo per obbligare i locali che speculano sulla 
nostra attività 1 e sul nostro lavoro a garantire PER 
OGNI GRUPPO un minimo compenso GARAN- 
TITO, al di sotto del quale nessun gruppo dovrà' 
scendere. 

Vogliamo anche dar vita ad una pubblicazione pe- 
riodica che possa costituire all'occorrenza un ulte- 
riore spunto di dibattito e che sappia svolgere so- 
prattutto un ruolo informativo. 

Inviateci una sintetica storia di quello che vi capita 
girando nei vari locali e faremo uscire il bollettino 
che vi terra' aggiornati sulla situazione generale e 
che costituirà' una prima guida in proposito. 

Il nostro non e' un sindacato ne' tantomeno una 
sorta di corporazione. 

Siamo comunque intenzionati a raccogliere i nomi 
di tutti quei gruppi che sottoscrivendo questo do- 
cumento appoggeranno l'iniziativa. 

Piu' siamo meglio e'. 

Se siete interessati a questo progetto contattateci 
al seguente indirizzo: 

S.S.O.M. 

Piazza Risorgimento 33 
20038 SEREGNO 
MILANO 



20 File : VEMERCA.TXT 


AL CENTRO SOCIALE AUTOGESTITO MORION 

ASSEMBLEA sulla proposta di aprire una vertenza 
per il mercatino delle pulci a Venezia 

VENERDÌ' 10 APRILE ore 17.00 

Il Coordinamento che ha tenuto CARNEVALAL- 
TRO propone una ASSEMBLEA sulla possibile 
realizzazione a Venezia di un mercatino delle pulci, 
libero, dell' usato, artigianale, di scambio ... e altro, 
aperto a tutti. 

Per dare continuità' alla esperienza di C.po S. 
Giacomo dell' Orio durante il Controcarnevale, per 
la riappropriazione della citta'. 

SONO INVITATI TUTTI, SINGOLI, CENTRI SO- 
CIALI. COOPERATIVE, ETC... DEL VENETO ED 
OLTRE. 

Venezia, 7 Aprile 1992 


21 File : IMMIG.DOC 


MESSAGGI RADIO/ATTIVI 2 
SPUNTI DI DIBATTITO SUL RAZZISMO 

Uno degli elementi centrali che caratterizzano, dal 
punto di vista dei partiti e del sistema di potere, 
queste elezioni è il problema dell'immigrazione: 
attorno ad esso la rinascita e la diffusione di teorie 
e pratiche razziste in tutta Europa, la stessa ridefi- 
nizione in termini politici e sociali di una “nuova 
destra". 

A nostro avviso, si tratta di un passaggio in cui a 
livello formale, di forma-stato, deve essere sancito 
e codificato ciò che a livello sostanziale, materiale, 
è già avvenuto sul terreno dell'organizzazione so- 
ciale, produttiva, dei meccanismi di sfruttamento e 
controllo del mercato del lavoro a livello interna- 
zionale. La "nuova destra", il razzismo, la xenofo- 
bia non sono pallidi fantasmi del passato, il lato 

oscuro e nemico della "democrazia": sono al con- 
trario le stesse forme-stato "democratiche" del 
Nuovo Ordine ad essere strutturate e fondate 
sulPautoritarismo, sulla esclusione istituzionaliz- 
zata, privazione di diritti, sistema di apartheid verso 
l'enorme massa di immigrati che si riversa nelle 


metropoli, in Occidente alla ricerca di migliori con- 
dizioni di vita. 

Il programma del Fronte Nazionale di Le Pen, ad 
esempio, per quanto riguarda il problema immi- 
grati, non si discosta dai provvedimenti del governo 
socialista, dalla doppia pena, dalla discriminazione, 
per cui gli immigrati e i figli di immigrati di terza 
generazione se compiono qualche reato non solo 
pagano con il carcere, ma anche con l'espulsione. 
Qui siamo davvero all'applicazione concreta del 
"diritto di sangue" ed alla più feroce discrimina- 
zione contro i non-francesi!!. 

La richiesta di espulsione degli immigrati in Italia 
da parte delle Leghe, dei fascisti, degli "onesti" 
repubblicani non si discostano dalla politica della 
Signora Boniver, dalPatteggiamento verso gli al- 
banesi, dall'ultimo provvedimento di febbraio 
sull'espulsione immediata senza diritto alla di- 
fesa.... 

Il "Democratico" e "Cristiano" Khol lancia l'allarme 
in Germania contro i rifugiati e prontamente gruppi 
di nazisti scatenano la loro violenza contro i prole- 
tari immigrati.... 

Il "razzismo democratico di Stato" apre la strada, 
crea le condizioni, è il principale responsabile del 
diffondersi del razzismo sociale, della diffusione di 
una nuova mitologia popolare e cultura di destra. 

Le politiche degli Stati europei in materia di immi- 
grazione svelano l'essenza stessa, la nuova ossa- 
tura del sistema di comando, che ha al suo centro 
la discriminazione politica, sociale ed economica, 
l'inferiorizzazione giuridica dei proletari immigrati. 

Le tensioni razziste e di destra non sono altro che 
la punta emergente di un iceberg: le spinte 
estreme sono funzionali alla definizione di un si- 
stema di controllo sulla forza-lavoro immigrata, 
con una politica combinata di apertura e chiusura 
delle frontiere a seconda delle mutevoli esigenze 
della produzione e del mercato di lavoro. 

Questa "centralità" dello Stato riguardo al problema 
razzismo ed immigrazione ha una sua precisa col- 
locazione all'interno del Nuovo Ordine Mondiale, 
con il suo tragico esordio nella Guerra del Golfo. 
Nell'economia-mondo integrata, la contraddizione 
epocale riguarda il rapporto Nord-Sud, tra 
l'Occidente ricco e sviluppato ed il resto 
dell'umanità. La fine del bipolarismo, il crollo del 
socialismo reale, hanno reso evidente il nuovo 
campo della contraddizione e del conflitto, la sua 
estensione in tutti gli assetti sociali, dalle periferie 
alla metropoli. 



Questi mutamenti epocali, le trasformazioni della 
formazione sociale capitalistica e dei suoi mecca- 
nismi di dominio, implicano la necessità per il ca- 
pitale di ridefinire le classificazioni dell'umanità in 
base ad un nuovo ordine gerarchico, basato sul 
potere, sul denaro, la ricchezza, la razza, il sesso. 
L'ossatura del potere passa attraverso una catena 
di differenziazioni e discriminazioni in cui le fron- 
tiere tra stati nazionali sono sostituite dalle frontiere 
e da nuove barriere interne, diffuse molecolar- 
mente. Il razzismo non è dunque un fenomeno 
occasionale, episodico, bensì si fissa struttural- 
mente, a tutti i livelli, all'interno del Nuovo Ordine: è 
uno strumento efficace di dominio economico, for- 
nisce un'ideologia che giustifica il privilegio 
deN'uomo bianco, ricco ed occidentale sull'umanità 
inferiore. 

D'altra parte, il Reaganismo non ha forse costruito 
una cultura sociale basata sull'individualismo, la 
meritocrazia, il successo, la negazione del diverso, 
l'esclusione del povero, del più debole? 

Il "razzismo universale" dell'economia-mondo non 
è altro che questo: il dominio del Nord contro il 
Sud, la fine di ogni dialettica tra sviluppo e sotto- 
sviluppo, la negazione delle diversità e differenze 
all'interno di un modello di omologazione totale. Le 
forme culturali ed ideologiche, le nuove classifica- 
zioni dell'umanità, le nuove frontiere in base ad un 
ordine gerarchico, si intrecciano con le forme di 
accumulazione e sfruttamento, con le differenzia- 
zioni e discriminazioni all'interno del mercato del 
lavoro, con stratificazioni salariali, di reddito, di 
possibilità di consumo e di vita che si spingono fino 
ad una vera e propria "etnicizzazione dei salari", al 
concetto di gabbie salariali (come nelle proposte 
della Lega) (vedi documento sulle leghe in rete 
ecn). 

In questo scenario, che implica un ruolo fonda- 
mentale da parte degli stati, si inseriscono le teorie 
del neo-razzismo. Non si parla più di razzismo 
biologico fondato sul rapporto superiorità/inferiorità 
biologica, naturale di razze diverse, fissate in una 
genealogia e mitologia della purezza. Questo tipo 
di razzismo fu funzionale ad una determinata fase 
del colonialismo, deH'imperialismo, della forma- 
zione degli stati nazionali. (Sul finire dell'800 Go- 
bineau: "Saggio sull'ineguaglianza delle razze 
umane"; L'"Action Francaise" il Nazionalismo 
francese di Charles Maurras, ancora oggi ispiratore 
delle teorie di Le Pen...Ma le radici del razzismo 
biologico vanno anche ricercate nel "Darwinismo 
Sociale", cioè nell'applicazione a livello di società 
delle teorie della "Lotta e selezione naturale, so- 
pravvivenza del più forte" che avevano caratteriz- 
zato l'Evoluzionismo come metodo di studio delle 


scienze naturali. Oltre al "Darwinismo Sociale" ci- 
tiamo la Sociobiologia, così in voga nei paesi an- 
glosassoni e l'Eugenetica, la scienza nazista sugli 
esperimenti genetici per selezionare la razza su- 
periore rivalutata oggi a partire dagli stessi USA. 
D'altra parte la naturalizzazione delle differenze 
sociali e la loro fissazione metastorica in tipi, ge- 
nealogie, razze sono una caratteristica di ogni tipo 
di concezione razzista. Ricordiamo inoltre come il 
Darwinismo, l'Evoluzionismo, il Positivismo ab- 
biano influenzato, pur in altre prospettive e finalità, 
il pensiero di Engels, dal quale deriva parte della 
tradizione socialdemocratica, riformista, 
terz'internazionalista (Diamat staliniano).). 

Oggi, di fronte ad una nuova fase di dominio del 
capitale il razzismo biologico non serve più (anche 
se le concezioni "biologiste" delle razze e delle 
culture non sono mai state completamente supe- 
rate e resistono come archetipi neH'immaginario 
popolare, oppure, nelle nuove teorizzazioni sulla 
purezza del sangue che non appartengono solo 
all'estrema destra: basti pensare ai recenti discorsi 
di Chirac o Giscard d'Estaing!). 

Piuttosto il neo-razzismo si caratterizza come raz- 
zismo differenzialista, riprendendo e stravolgendo 
le concezioni dell'antropologia culturale (Levi- 
Strauss: "Razza e storia") che cercavano di co- 
struire una concezione del mondo fondata sul ri- 
spetto e pari dignità delle culture differenti, attac- 
cando il principio eurocentrico occidentale ed im- 
perialista. Il neo-razzismo parte dal riconoscimento 
delle differenze ma per sancire l'incompatibilità tra 
culture ed identità diverse, la loro irriducibile se- 
paratezza, l'impossibilità di ogni rapporto, contatto, 
comunicazione, mescolanza. Il neo-razzismo è 
contro il meticciato, è un nuovo sistema di esclu- 
sione e di visione, stabilisce i criteri teorici delle 
moderne forme di apartheid e segregazione. Men- 
tre in apparenza vengono riconosciute le differenze 
tra uomini e culture, nella sostanza vengono ne- 
gate, riformulate in chiave gerarchica e secondo 
rapporti di dominio e sudditanza. 

Il neo-razzismo vuole impedire, con la costruzione 
delle nuove frontiere, dell'etnicità e della purezza 
culturale ogni possibilità di accesso ad una migliore 
qualità della vita per enormi masse proletarie del 
Sud del mondo. ...Condanna il Sud ad una condi- 
zione immodificabile di inferiorità, di sottomissione, 
di miseria, povertà, sfruttamento. In questo senso il 
neo-razzismo è un sistema di conservazione dello 
status quo, funzionale al nuovo ordine e alla rottura 
di quella mediazione dialettica tra sviluppo e sot- 
tosviluppo che per tanto tempo ha accompagnato i 
sogni del "riformismo", delle "anime belle" della 



socialdemocrazia, dei cantori dei progresso e dello 
sviluppo illimitato delle forze produttive!!. 

Approfondiamo la riflessione sui problemi sollevati 
dal razzismo "differenziaiista". 

1) Esso si colloca esattamente al polo opposto, 
immediatamente antagonista ad ogni ipotesi di so- 
lidarietà, comunicazione tra soggetti e culture di- 
verse, aH'interno di una nuova cooperazione so- 
ciale tra uomini eguali e liberi in cui le differenze 
non sono un elemento negativo, bensì al contrario 
possibilità di arricchimento reciproco. 

Attorno al concetto di razza, identità culturale ed 
etnica, il neo-razzismo (come già il 
"Nazionalismo": vedere l'intreccio e l'implicanza 
reciproca tra Razzismo e Nazionalismo in Balibar- 
Wallerstein "Razza Nazione Classe") costituisce 
una falsa comunità, una comunità illusoria, in cui i 
conflitti, le contraddizioni, le diseguaglianze interne 
vengono proiettate e sublimate rispetto ad un ne- 
mico esterno, dal quale bisogna proteggersi, che 
minaccia la "purezza culturale" e molto più con- 
cretamente i livelli di vita. Il "nemico esterno" è 
proprio l'immigrato, visto come pericolo.... non è un 
caso che molti strati operai, proletari, sottoproletari, 
in un epoca di crisi, disoccupazione, licenziamenti, 
attacco allo stato sociale, siano chiamati a fare 
corpo contro chi, come gli immigrati, cerca in Oc- 
cidente migliori condizioni di vita. 

Ma nell'economia-mondo unificata il nemico non è 
più oltre le frontiere degli stati nazionali, un ele- 
mento esterno da conquistare, dominare, bensì al 
contrario, interno a qualsiasi territorio, a qualsiasi 
città e metropoli. Il concetto del nemico viene 
dunque interiorizzato: è un esterno/interno, un 
escluso/incluso e si delineano i contorni di una 
"guerra sociale" come sistema delle piccole diffe- 
renze, come lotta tra simili che coesistono negli 
stessi spazi ed in cui coloro che stanno relativa- 
mente un gradino più in alto nella scala delle ge- 
rarchie sociali vedono gli inferiori come un nemico 
da escludere e dominare, (Una "piramide dei ti- 
rannelli" come la definisce Albert Mammi 
nell'analisi della struttura di dominio nei paesi co- 
loniali). 

Il neo-razzismo, in tutte le sue varianti, non è solo 
uno strumento per mantenere gli immigrati in con- 
dizioni di inferiorità, bensì una ideologia, una cul- 
tura sociale, rivolta all'esclusione e distruzione di 
ogni diversità, una violenta omologazione in mo- 
delli totalizzanti, gerarchici, autoritari, di comando. 

Qualcuno giustamente ha sostenuto che si tratta di 
un razzismo da "seconda posizione": questo per il 


fatto che non si proclama direttamente, aperta- 
mente razzista, ma al contrario si maschera in 
"antirazzismo-preventivo". (Significativo è 

l'esempio dell'AGRIF in Francia, una associazione 
nata nel 1984 per "la difesa dei diritti dei francesi 
contro il razzismo contro i francesi". La presenza 
degli immigrati infatti sarebbe un attacco all'identità 
francese, un "razzismo antifrancese" appunto, e 
questi signori, che hanno contribuito a creare 
l'ossatura teorico-militante del Fronte Nazionale, 
sarebbero i veri, autentici antirazzisti!!!!!). 

Se infatti la "comunanza e mescolanza" tra identità 
e culture irriducibili l'una all'altra provoca nel" po- 
polo" manifestazioni di aggressività, atti di vio- 
lenza, allora è necessario, proprio per evitare ciò, 
tenere le culture rigidamente separate, escludere i 
"diversi”. Figurarsi poi se gli immigrati si mettono a 
rivendicare casa, diritti, reddito, ecc ! 

Il doppio gioco di queste argomentazioni appar- 
tiene fino in fondo non solo alla destra, ma 
all'essenza stessa della politica degli "stati demo- 
cratici". In realtà nessuno vuole veramente cac- 
ciare gli immigrati dall'Occidente" bianco e cri- 
stiano": essi rappresentano una inesauribile fonte 
di forza-lavoro, da sfruttare al massimo grado 
senza alcun costo sociale per la sua riproduzione, 
una forza-lavoro mobile, necessaria ai meccanismi 
dell'accumulazione e della valorizzazione capitali- 
stica. Il problema è un altro: si tratta di tenere 
questa forza-lavoro priva di diritti, in condizioni di 
totale asservimento, di precarietà istituzionalizzata, 
di emarginazione ed inferiorità. Il segreto del dop- 
pio gioco sta tutto qui: tra "estrema destra" e poli- 
tica "democratica" degli stati, il cerchio si chiude in 
una dialettica totalizzante delle forme di dominio. 

Una forma storica più simile al "razzismo differen- 
zialista" è sicuramente il fenomeno 
dell'antisemitismo, che tanta parte ha avuto nella 
storia europea. 

Gli ebrei non venivano perseguitati in quanto bio- 
logicamente inferiori, bensì in quanto diversi, in- 
terni e non omologabili a ciascuna frontiera degli 
stati nazionali (J.P.Sartre). 

(A ben vedere, è la stessa formazione e genesi 
delio stato- nazione che produce una cultura raz- 
zista e di esclusione rispetto a tutto ciò che sta ol- 
tre la frontiera, oppure non è integrato nella comu- 
nità nazionale. Per esempio, la stessa formazione 
dello stato spagnolo, nel 1400, si accompagna a 
due elementi strettamente connessi perfino nella 
data: 1 492-Scoperta dell'America-Decreto di 

espulsione di ebrei e mori dal territorio in base al 
criterio della "limpieza de sangre". Razzismo ed 
imperialismo dei conquistadores non potevano 



trovare esordio più significativo a rivelare una 
connessione profonda ben oltre il tempo storico e il 
susseguirsi delle forme di produzione). 

Così come oggi, all'Interno della crisi dello stato 
nazionale, viene riformulata con concetti quali 
"comunità europea", "Europa nazione", oppure 
comunità locale, repubblica del nord.. ..(lo schema 
è identico!) una nuova teoria del nemico: l'arabo, 
l'immigrato, ecc... 

Si disegna un sistema di comando a "macchia di 
leopardo" dove le frontiere tra stati vengono sosti- 
tuite da nuove frontiere e discriminazioni sociali. 
Ogni Nord deve avere un proprio Sud e viceversa, 
non solo come categorie geografiche, ma come 
estensione orizzontale del rapporto. 

Ci sono nella storia recente esempi illuminanti di 
formazioni sociali che si sono costituite in un in- 
treccio strutturale tra razzismo-produzione-mer- 
cato del lavoro;società americana e nazismo. 

La società americana è l'esempio classico di una 
società che si è formata, costituita, fondata origi- 
nariamente proprio sulla discriminazione e segre- 
gazione razziale, e su questa base ha costruito la 
sua accumulazione, ha selezionato la casta dei 
dominatori. 

Il Nazismo ha applicato scientificamente le catego- 
rie razziste (dall'antisemitismo, diffuso peraltro in 
tutta Europa, fino al mito della società ariana) alla 
pianificazione economica, alle stratificazioni interne 
al mercato del lavoro. 

La classificazione dell'umanità in superuomini-se- 
miuomini-nonuomini ha un esatto parallelismo 
nella divisione gerarchica tra operaio nazionale- 
operaio straniero, ed infine la "carne da maceilo"- 
ebrei e zingari. 

I privilegi relativi all'operaio nazionale dovevano 
esser garantiti dal surplus prodotto dal supersfrut- 
tamento delle altre categorie (vedere K, Heinz Roth 
"L'altro movimento operaio"). Su questa traccia di 
discorso sarebbe utile approfondire anche le ca- 
ratteristiche dello stalinismo, del "socialismo na- 
zionale", dei modelli autoritari e pianificati di pro- 
duzione, degli interessi delle aristocrazie operaie 
nazionali rispetto agli altri strati proletari. Tracce di 
lettura ed analisi su questi temi, anche se collocati 
in una fase storica diversa, potrebbero essere utili 
per comprendere alcune dinamiche attuali di in- 
treccio tra razzismo, "nuovo ordine europeo" 
(parola d'ordine dei nazisti nei '361), produzione, 
stratificazione nel mercato del lavoro, ideologie 
"liberiste", che mentre creano il fantasma del libero 


mercato in realtà nascondono la sovradetermina- 
zione autoritaria, l'imposizione di comando sui 
processi produttivi e riproduttivi. 

Una formazione sociale autoritaria e gerarchica, 
che deve proteggere gli interessi e i privilegi del 
capitalismo occidentale contro i popoli e i proletari 
di tutto il mondo!! 


Permetteteci alcune brevi riflessioni finali e la rie- 
vocazione di "due vecchiacci'' un po' démodé: 
Marx ed Engels. 

Nella sua opera migliore ("La situazione della 
classe operaia in Inghilterra") Engels da una de- 
scrizione suggestiva e potente dell'accumulazione 
originaria: masse enormi di uomini espropriati di 
tutte le possibilità di riprodurre la propria vita, si 
riversano dalla campagna alla città, a formare 
l'esercito dei salariati, a dare sangue e vita al 
nuovo modo di produzione. Masse di vagabondi, di 
immigrati che vagano per Londra e Manchester, 
sottoposti ad una legislazione e controlli durissimi 
che devono essere plasmati alla nuova disciplina 
del lavoro tramite le Work-Houses, veri e propri 
lager produttivi. L'alienazione, gli slums, i quartieri 
degradati, l'alcoolismo, la guerra sociale, sono lo 
scenario in cui la discriminazione di classe defini- 
sce la "razza" degli operai. ...una vera e propria 
classificazione tipologica.. ..in cui le classi inferiori 
sono portatrici di pericolosità, criminalità, devianza. 

Le istituzioni totali, in senso moderno, di segrega- 
zione, esclusione, ecc. (carcere, manicomio, 
ghetto) hanno qui la loro origine. 

Marx: la potente analisi teorica tra lavoro intellet- 
tuale e manuale, la riduzione dell'operaio a mera 
appendice della macchina, ad un corpo-merce 
espropriato di ogni soggettività e conoscenza è, in 
fondo, uno degli elementi centrali per capire, in 
chiave critico-materialistica, il fenomeno del raz- 
zismo aH'interno del capitale. 

Non è un caso se Taylor, teorico 
delPorganizzazione scientifica del lavoro", nelle 
sue proposte tratta gli operai come esseri intellet- 
tualmente inferiori, passivi, la cui attività può es- 
sere scomposta, scissa, divisa in mansioni, 
"meccanizzata" e può trovare la sua 
"ricomposizione" solo nel cervello del capitale. 

Se razzismo dunque, vecchio e nuovo, è un si- 
stema di comando intrecciato con la produzione, 
l'economia, la divisione della società in classi, che 
crea una falsa comunità, il problema è e rimane 
quello della costruzione della vera comunità in cui 



"il libero sviluppo di ciascuno sia condizione per il 
libero sviluppo di tutti", in cui le differenze diventino 
elemento di arricchimento. 

Gramsci: "Si tratta di ricercare la reale identità die- 
tro le apparenti differenze e le reali differenze 

dietro le apparenti identità....". 

Nessuna certezza, nessun modello precostituito 
può oggi guidarci in questa direzione, ne tanto- 
meno la mitologia della "classe" pura ed inconta- 
minata. 

Se razzismo è, come dice Albert Mammi, "l'utilizzo 
della differenza a vantaggio di qualcuno contro 
qualcunaltro" e "....una particolare relazione tra 
dominante e dominato interiorizzata dagli stessi 
dominati", allora dobbiamo avere la consapevo- 
lezza che oggi la contraddizione attraversa la 
classe e coinvolge profondamente la sfera dei 
rapporti sociali, quotidiani. 

Insomma, è sicuramente necessario lottare contro 
il razzismo con una pratica militante, ma non è 
sufficiente: la lotta è sociale, culturale, di lungo 
respiro, su tutti gli aspetti e terreni della vita quoti- 
diana, nelle pratiche e linguaggi di liberazione. 

Bibliografia 

ZAHAR Renate II pensiero di Frantz Fanon 
MEMMI Albert II razzismo 
FANON Frantz II nero e l'altro 
I dannati della terra 

ROTH K. HeinzL'altro movimento operaio 
BALIBAR-WALLERSTEIN Razza, nazione, classe 


22 File : RM920406ASC 


Roma 6/4/1992 

MARIO VIVE NELLA NOSTRA PRATICA COMU- 
NISTA 

Sono passati ormai 16 anni da quando il piombo 
di una guardia carceraria colpi' alla schiena il 
compagno Mario Salvi. 

Quel giorno stava manifestando nelle strade di 
Roma contro la condanna del compagno anarchico 
Giovanni Marini, reo di essersi difeso da 
un'aggressione armata fascista. 

Ancora oggi i fascisti accoltellano gli immigrati , 
aggrediscono compagni, sprangano. Nei quartieri 
della periferia ci si imbatte in molti giovani rasati 
che hanno assunto nei comportamenti atteggia- 


menti tipicamente fascisti, molti dicono che e' una 
moda, attenzione!! 

Tra loro girano militanti di organizzazioni fasciste e 
naziste come Movimento Politico che utilizzano lo 
stadio come punto di propaganda. Noi diciamo di 
non sottovalutare questo fenomeno sociale, da 
parte nostra continueremo a non dare spazio mai 
ai fascisti e razzisti. Il nostro impegno quotidiano 
che ci vede presenti nelle contraddizioni sociali, 
nella comunicazione antagonista, nei momenti di 
lotta. Ci vede e vedrà' presenti nel determinare e 
rilanciare sempre e comunque la pratica 
dell'antifascismo militante. 

I COMPAGNI DI PRIMA VALLE 
Martedì' 7/4 ore 17.00 presìdio in P.zza Mario 
Salvi 


23 File : RM920402AS1 


Roma, 02 04 92 

COMUNICAZIONE TELEFONICA DI RADIO OC- 
CUPAZIONE 

Ha avuto inizio la causa intentata da " radio in- 
contro " nei confronti di " radio occupazione ", per 
provocarne la chiusura in quanto provocherebbe a 
detta di radio incontro notevoli disturbi a quest' ul- 
tima. 

Il responsabile di radio incontro si e presentato in 
maniera molto arrogante con il suo avvocato ma ha 
dovuto chinare il capo di fronte alla determinazione 
dei compagni della radio di movimento di Spina- 
ceto. Per cui si disporrà' una perizia sulle fre- 
quenze di radio occupazione convocando i tecnici 
per il 19 maggio. A detta degli avvocati la cosa si 
protrarrà' per mesi e mesi durante i quali la radio 
non smetterà' comunque di trasmettere i propri 
messaggi di liberazione. 

RADIO OCCUPAZIONE 



24 


File : KOSSIGA.TXT 


File : 6APR.TXT 


COMUNICATO STAMPA 

Lunedì 6 aprile, davanti al Centro Congressi di Mi- 
lano 2, in occasione dell'apertura del convegno sul 
tema "Scienza e tecnica del licenziamento" si è 
svolta una manifestazione di protesta organizzata 
da diverse realtà dell'area milanese. 

Dopo il concentramento davanti alla Maserati, in 
solidarietà con la lotta dei lavoratori contro la 
chiusura dello stabilimento le varie realtà si sono 
recate a Segrate. 

All'iniziativa erano presenti una cinquantina di 
compagni, ad accoglierli tre blindati dei carabinieri 
e numerose macchine della digos che tutelavano il 
buon ordine del convegno che contava diciotto 
partecipanti. 

Mentre all'Interno venivano sviscerati i cavilli giuri- 
dici del licenziamento fuori si svolgeva un presidio 
pacifico con volantinaggio e speakeraggio. Persino 
gli operatori rai intervenuti per il convegno hanno 
trovato più interessante la manifestazione di pro- 
testa. 

25 fermati ed identificati, è questo l'epilogo della 
contestazione. Il fermo è avvenuto quando i parte- 
cipanti ritornavano in autobus in città ad opera 
della digos che non si è risparmiata in minacce, 
provocazioni. Nel corso delle perquisizioni un digos 
uomo ha sostenuto la legittimità di perquisizioni 
corporali su una compagna. 

Coordinamento operatori sociali, LI.RA Brera, al- 
cuni lavoratori della scuola, Sindacato Autogestito 
San Paolo, C.L.O.USI San Carlo, USI Sanità, USI 
Metalmeccanici, C.P.U Scienze Politiche, Centro 
Autogestito Garibaldi, Centro Sociale Leoncavallo. 


25 


E' grande il casino sotto il sole d'Italia, come 
sempre, e tutto va bene per piduisti, stragisti, 
gladiatori, golpisti, atlantisti e "galantuomini" di ogni 
risma e loggia. Tra i gaudenti troviamo anche i 
fascisti deIPMSI, che si sentono sempre piu' a loro 
agio insieme agli altri "patrioti" del "partito del 
Presidente" Cossiga. Infatti il buon Cossiga, non 
contento di circondarsi di amici e consiglieri di 
chiara fama (perlomeno P2), ha pensato bene di 
scusarsi in nome del popolo italiano con la destra, 
perche le stragi vengono da sempre definite 
fasciste. 

Inoltre, poco prima della campagna elettorale, ha 
inviato una lettera ai co-picconatori dell'MSI 
chiedendogli di moralizzare la patria!!! 

Ed ecco che, pronti all'appello, i patrioti fascisti (ma 
questa non e' una repubblica antifascista?) 
indicono una manifestazione proprio il 25 aprile, 
anniversario della liberazione dal nazi-fascismo, a 
Napoli, al grido di "Liberiamo l'ltalia"(!?). 
Quest'ultima buffonata assume un'aspetto ben 
diverso se collocata nel contesto generale 
dell'ultimo periodo: lo scontro Cossiga-Andreotti 
sull'obiezione di coscienza (ma anche tra USA e 
parte della DC sul ruolo dell'Italia nel fianco sud 
NATO), culminato con l'omicidio Lima; i furti di 
documenti istruttori sia sullo scandalo BNL 
Atlanta-lrak che sull'inchiesta di Ustica; la strage 
Moby Prince (aprile '91, porto militare di Livorno, 
nei pressi della base USA di Camp Derby, luogo di 
addestramento gladiatori, cui scade quest'anno la 
concessione governativa) causata, come accertato 
dalle perizie da un'esplosione di T4 (l'esplosivo di 
Gladio e delle stragi) e non da nebbia visto che la 
visibilità 1 era ottima; le minacce americane di 
guerra alla Libia, che potrebbero vedere l'Italia 
utilizzata come testa di ponte per gli attacchi (al 
proposito i missili Patriot sono già' in viaggio per la 
base siciliana di Comiso). 

Quindi e’ tutt'altro che strano pensare ad un 
tentativo di svolta autoritaria nel nostro paese. Da 
piu' di un anno, come tanti altri in Italia, abbiamo 
denunciato piu' volte pubblicamente questo 
progetto autoritario che fa capo ad un atlantista di 
sicura fede come Cossiga. 

Per questo il 25 aprile dell'anno scorso 4 giovani 
compagni, come qualcuno ricorderà', sono stati 
denunciati. 

Crediamo sia giusto e doveroso tornare in piazza 
anche quest'anno, per ribadire che combatteremo 
con ogni mezzo il neoautoritarismo e il 



revisionismo storico di Cossiga e dei fascisti che lui 
chiama "patrioti". 


IL 25 APRILE NON E' UNA RICORRENZA ORA E 
SEMPRE RESISTENZA 

APPUNTAMENTI 

VENERDÌ 17/4 ORE 9 AL CENTRO CIVICO EX- 
MACELLO P.LE ALLENDE 1 PRESENTAZIONE 
DEL LIBRO "LA NOTTE DEI GLADIATORI" CON 
LA PARTECIPAZIONE DEGLI AUTORI 

25 APRILE 9:30 MANIFESTAZIONE 
ANTIFASCISTA DA P.LE SANTA CROCE 

COLLETTIVO SPAZI SOCIALI - CENTRO DI 
COMUNICAZIONE AREA ROSSA 


26 File : UNIVER.2 


Come e 1 noto le imprese hanno sempre piu' 
bisogno di competenze tecnologiche provenienti 
da ambiti e settori apparentemente diversi fra loro. 
Al contempo risulta pero' essere troppo 
dispendioso per le aziende mantenere dei centri di 
ricerca tecnologicamente di punta su tutto l'ampio 
spettro del sapere. 

Risulta necessario perciò' il loro espandersi nei 
luoghi tradizionalmente dedicati alla ricerca, le 
università', che già' godono dei solidi apporti 
economici offerti dallo stato. 

In italia il progetto di intervento delle imprese nelle 
università', come suggerisce la relazione di intenti 
della confindustria prodotta qualche anno fa, sara' 
orientata nel senso di funzionalizzare i diversi 
segmenti della ricerca a fini produttivi. In cambio di 
tutto ciò' l'intervento economico delle aziende 
risulterà' particolarmente esiguo: sara' lo stato a 
garantire la copertura complessiva del progetto. 

La situazione che si va realizzando all'interno 
dell'Università' di Parma non e' che l'applicazione a 
livello locale di questo progetto. Badila ha 
effettuato una donazione tanto misera e irrisoria 
quanto propagandata: 8 miliardi in 8 anni su un 
fatturato annuale di 20.000. Gli edifici di ingegneria 
sono costati 30 miliardi eppure, anche grazie alla 
Pantera, si e' diffusa la convinzione che Badila 
avesse regalato tutta la facolta' di ing. all'univ. di 
Parma. 


E' con questa politica che gli industriali riescono 
da un lato ad ottenere un largo consenso tra la 
popolazione universitaria, dall'altro a far si che i 
temi delle ricerche finanziate dallo stato siano 
orientate verso campi di interesse della propria 
azienda. Un altro obbiettivo che raggiungono e' 
che i vari corsi di laurea siano orientati a formare 
un gran numero di laureati utili all'impresa. In 
questa vasta gamma potranno poi sceglere i 
migliori e pagarli relativamente poco grazie alla 
legge della domanda e dell'offerta (in un recente 
sondaggio risulta che gli ingegneri sono tra i piu' 
insoddisfatti dello stipendio percepito). 

Non intendiamo con questo sostenere che 
l'università' debba sviluppare esclusivammente 
ricerca pura, cultura fine a se stessa ma non 
vogliamo che poche persone possano sfruttare per 
i propri profitti fondi pubblici e intelligenze del tutto 
gratuite. Perche' Badila con 8 miliardi ha ottenuto 
tutto ciò'? Cosa hanno ottenuto gli studenti dopo 
aver pagato nel solo ultimo anno 13 miliardi? nel 
migliore dei casi hanno ottenuto ciò' che secondo 
questo stato e' un diritto ma in alcune facoltà' i 
disservizi e il sovraffollamento rendono lo studio 
quasi impossibile. Dobbiamo organizzarci per 
rovescare tutto ciò': in una società 1 dove ormai 
neanche i soldi hanno + lo stesso valore per tutti e 
l'unica cosa che conta e' la forza, diventa 
indispensabile unirsi e autorganizzarsi per ottenere 
quelli che sono i propri diritti. 



* * ck**ie** i ek * ****k***********ic*^^ 


ECN MILANO - Calendario iniziative 

**À* - J h W r *»Ar** * **** ^^ ^ 


m i I a n o 

»»> * PARCO LAMBRO 1992 * ««< 
dal 2 al 5 luglio 

"NUOVA DESTRA SOCIALE E PERCORSI DI LIBERAZIONE" 

* ******»**** * T W r* A - ** - *A *A * **r A*^ 

SABATO 18 aprile 

C.S. Leoncavallo CONCERTO: RANDAGI (NA) 

AAA ~ AAA"A - A A A , A - A , A A A - A"A A~AArArAA-AAfAr*ArAArA-AA A A' AAA Ar AAA ' A ~ A - A A'A-AA A r A ~ A r AA ~ A - A ~ A ~ A 

MERCOLEDÌ' 22 aprile - ORE 21.00 
C.S. LEONCAVALLO 

COORDINAMENTO REGIONALE ANTAGONISTA 

A~AA^ A r*AnATAArA^A^AfA^hlr AA - A A A ~ArAArAr A -Ai>rAArA , A AA - AAAA ~ AA 'A>r A A-AA~A' A 'A'A' A , À A - A ' AA ' A ' 

24 aprile C.S. LEONCAVALLO 
CONCERTO: EMBRYO (Germania) 

■Jc* k ' k - k ' f: icXìrjrk1rk1rk4rk*tti(-ttrkirkickici<-kirkic)ckic M 1ck?rk-*rkttrki<*'k1ctt-k1rk1ck 

25 aprile C.S. LEONCAVALLO 

CONCERTO: 88 TASTI 

A*^ A AA*A- A ***Ar A » A ^*ArAAÌht^^A^*ArA**ArAr*^ A - AAAA r AAA A-AAAA-A*AAArAA 

9 maggio C.S. LEONCAVALLO 
CONCERTO: FREE THE NATIO N 

ickickirkicicick- i ck k i(icic J cicicic k ickickickickicickicick*ickicMrkickieMck'1cici<ick-kickick 

16 maggio C.S. LEONCAVALLO 
CONCERTO: THE GANG 
PILA WESTON 

AA r A - AAAA ' AA A~AArAtAA-AAr A A~ A ~ A Ac A^A ~ A ~ A Ar A ^ AA - A - AA AA l ' AA ' A - A , A ,, AA - A , ' AAA - AA ~AT<rAArArAArAAr 


FiP MI Via Leoncavallo 22 - 13/4/92